IL MIO NOME LO DICE
di Nishanga

.

Il mio nome lo dice
Canto canzoni solitarie
Ed amo musiche silenziose
Che vivono segrete.
.
Ho molti nomi
Ma nessuno può parlare
Completamente di me.
.
Oggi sono alone
Ma mi piace pensarmi bold
Dissolta nella beatitudine
Che tu hai pensato per me.
 

Pune 13.4.92 moon in virgo


 

CONCERTO IN CUCINA

Sfrigolio di cipolla,
due pentole si scontrano,
il matterello rotola
sulla tavola per impastare
o è la mezzaluna sul tagliere
intenta a tritare i sapori?


Il chiacchierio di due amiche,
si scambiano ricette e know-how.
Canzoni d’amore
napoletane, arabe, brasiliane,
a far da condimento.


La frusta batte i tuorli
con ritmo regolare
e li trasforma in schiuma
profumata al Marsala.


Un vocalizzo:
“E’ pronto, venite a tavola”.
Un ultimo assolo di cucchiai,
girano la pasta al sugo.


E poi silenzio:
è musica celestiale
mentre addenti
la tua perfetta
pasta al dente.

 

Ornella  Capra


 

Frittata

It isn’t hard
to make
a frittata:
beat two or three eggs
with a pinch of salt,

add some sautéed spinach
or artichoke hearts, if you prefer.
Don’t forget marjoram - possibly fresh
and a hint of nutmeg.
You will need good olive oil,
a non-stick pan,
and a little patience

stirring those scrambled eggs.
They look so messy, like
they’ll never coagulate and stick together
to form a perfectly round, smooth
golden/brown mouthwatering frittata.
You have time to panic in the process,
see in the mess the confirmation
of all your doubts.

Or,
in a moment of grace,
you may see in the odd shape
of the half-cooked eggs
the perfect connection
between chaos and order.
You can choose your thoughts,
there is beauty in a half-done frittata
or there is anxiety.

At times
making a frittata is the best thing
that can happen to you
or the worst:
you abandon every hope,
turn the heat off,
leave the unfinished business
in the pan,

and walk away - still hungry.
Without giving yourself a chance
to learn the challenge
of flipping  a frittata.



Ornella Capra

 


Politica

 

Siamo figli dell'epoca

 l'epoca è politica.

  Tutte le tue, nostre, vostre

 faccende diurne, notturne

  sono faccende politiche.

  Che ti piaccia o no,

 i tuoi geni hanno un passato politico,

  la tua pelle una sfumatura politica,

 i tuoi occhi un aspetto politico.

  Ciò di cui parli ha una risonanza,

 ciò di cui taci ha una valenza,

  in un modo o nell'altro politica.

  Perfino per campi, per boschi,

 fai passi politici

 su uno sfondo politico.

  Anche le poesie apolitiche sono politiche,

 e in alto brilla la luna,

 cosa non più lunare.

  Essere o non essere, questo è il problema.

  Quale problema, rispondi sul tema.

 Problema politico.

 Non devi neppure essere una creatura umana

/ per acquistare un significato politico.

  Basta che tu sia petrolio,

 mangime arricchito o materiale riciclabile.

  O anche il tavolo delle trattative,

sulla cui forma

 si è disputato per mesi:

  se negoziare sulla vita e la morte

 intorno a uno rotondo o quadrato.

 Intanto la gente moriva,

 gli animali crepavano,

 le case bruciavano

 e i campi inselvatichivano

  come in epoche remote

 e meno politiche.

 Wislawa Szymborska